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Rocca di Gradara vicino Fano

Gradara e la sua Rocca, la città raccontata da Dante

Partendo dal nostro Hotel proseguendo verso Nord a circa 30 km da Fano, potrete godere della meravigliosa Gradara, paesotto “medioevalesco” di circa 5000 abitanti che si staglia dalle colline marchigiane per dominare l’ultima porzione di riviera marchigiana. A dare fama a Gradara fu – come ricorderanno in molti – Dante Alighieri, che la ricordò come scenario della tormentata storia d’amore tra Paolo e Francesca nel V canto della Divina Commedia. Oggi migliaia di visitatori raggiungono questà località per trascorrere una piacevolissima giornata con la sensazione di tornare indietro nel tempo di 8 secoli. La Rocca di Gradara, realizzata tra l’XI e il XV secolo, come tutto il paese, conserva tutto il fascino medioevale e trasuda ancora storia e vicissitudini di quell’epoca.

Gradara è bella da visitare (suggestiva la cinta muraria coronate di merli guelfi in una felice posizione panoramica) ma è anche bella da studiare. Farsi trasportare dalla storia, approfondire la cronaca della rivalità tra la famiglia dei Malatesta e quella dei Montefeltro, farsi trasportare dalle parole di Dante… questo è il modo in cui si dovrebbe visitare questa piccola città.

«Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense»

Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza , sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile. Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto Johannes Zoctus – Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Il capostipite, Malatesta da Verucchio detto il Mastin Vecchio o il Centenario, concorda ed il matrimonio è combinato. Fu detto a Guido: “-…voi avete male accompagnato questa vostra figliuola, ella è bella e di grande anima, ella non starà contenta di Giangiotto… Messer Guido insistette: – Se essa lo vede soltanto quando tutto è compiuto, non può far altro che accettare la situazione”.

Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno. Mandarono a Ravenna Paolo il Bello “piacevole uomo e costumato molto”, fratello di Giangiotto. Francesca l’aveva visto “…fu una damigella di là entro, dimostrato da un pertugio d’una finestra a madonna Francesca, dicendole – madonna, quegli è colui che dee esser vostro marito – e così si credea la buona femmina, di che madonna Francesca incontamente in lui pose l’anima e l’amor suo…” Francesca accettò con gioia ed il giorno delle nozze, senza dubbio alcuno, pronunciò felice il suo “sì” senza sapere che Paolo la sposava “artificiosamente” per procura ossia a nome e per conto del fratello Giangiotto. “…non s’avvide prima dell’inganno, che essa vide la mattina seguente al dì delle nozze levare da lato a sè Giangiotto…”